Tribunale di Roma: ancora NO alla sommatoria dei tassi d’interesse

Con sentenza n. 1365 del 10 gennaio 2018 il Tribunale di Roma conferma ancora una volta il proprio orientamento in tema di usura bancaria, dando ragione alla Banca.

In particolare, nella fattispecie esaminata, il Giudice ha respinto la domanda del mutuatario finalizzata a far dichiarare la nullità delle clausole determinative degli interessi e la conseguente gratuità ex art. 1815 c.c. del contratto di mutuo, ritenendo errata la proposta interpretazione della nota sentenza della Cassazione n. 350/2013 secondo cui, ai fini della verifica del superamento della soglia di usura, il tasso di mora andrebbe sommato al tasso corrispettivo.

Il Tribunale ha affermato, invero, che gli interessi di mora, dovuti per il ritardo nel pagamento con finalità risarcitoria e commisurati al debito già scaduto, non si aggiungono ma si sostituiscono agli interessi corrispettivi – che diversamente costituiscono il corrispettivo del diritto del mutuatario a disporre della somma mutuata in conformità al piano di ammortamento e sono commisurati al capitale ancora da rimborsare.

In caso di ritardo nel pagamento, dunque, non si determinerebbe alcuna sommatoria dei due tipi di interesse.

Il Tribunale di Roma, quindi, constatando gli errori interpretativi commessi dai mutuatari, respinta con fermezza la tesi della sommatoria dei tassi di  interesse, ha rigettato la domanda attorea avendo riscontrato che i due tassi di interesse, singolarmente considerati, non superavano la soglia di usura.

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