S.r.l. semplificate e start up innovative: bilanci e prospettive future


S.r.l. semplificate e start up innovative: bilanci e prospettive future

A più di un anno dall’introduzione delle s.r.l. semplificate (società a responsabilità limitata semplificata) e, dopo l’eliminazione della società a responsabilità limitata a capitale ridotto,non è semplice fare un bilancio della vita di questi nuovi modelli societari.

Il tempo trascorso dall’entrata in vigore della normativa è breve e il bilancio risulterebbe certamente non definitivo; occorrerebbe, al contrario, attendere degli anni per comprendere quali saranno i benefici ottenuti dagli imprenditori che sceglieranno la via della semplificazione.

Hai bisogno di una consulenza legale in diritto del lavoro? Clicca qui e fissa un appuntamento!

Ad oggi, le s.r.l. con capitale sociale di un euro avrebbero potuto rappresentare un forte incentivo all’attività imprenditoriale giovanile. E’ evidente come la possibilità di stipulare un atto pubblico senza le consuete spese notarili avrebbe potuto rappresentare una spinta ad attivarsi in tal senso. Del resto, questa normativa è stata pubblicamente rivolta a contrastare la crisi e la disoccupazione giovanile.

Tuttavia, nonostante i buoni propositi, le idee importanti devono sempre confrontarsi con la realtà della burocrazia.

In termini numerici i risultati non sono stati positivi e ciò deriva dalla concreta mancanza di agevolazioni economiche che l’imprenditore si aspetta intraprendendo la costituzione di una società a responsabilità limitata semplificata.

Alla mancanza di onorari notarili, infatti, non corrisponde un’adeguata filiera di agevolazioni fiscali e di spesa. Nella realtà, gli imprenditori si ritrovano quasi soffocati dai tempi autorizzativi del procedimento, certamente superiori sia agli standard europei sia alle aspettative della normativa.

L’inattività delle imprese costituitesi sotto forma di s.r.l. semplificate nell’ultimo anno è piuttosto evidente: le indagini raccontano che sei imprese su dieci non operano ancora sul mercato, quasi come se si trattasse di società vuote che stentano a decollare a causa della bassa capitalizzazione delle stesse e della forte difficoltà di trovare finanziamenti sul mercato.

Dal punto di vista territoriale, nell’ultimo anno si è notato che la distribuzione dei nuovi modelli societari si è concentrata maggiormente nel Meridione, con 5607 imprese, pari al 43% totale; segue il Centro, con 3417 nuove società, corrispondente al 26% totale, per finire con il resto equamente suddiviso tra le regioni del Nord.

Questi dati dimostrano che la funzione delle nuove s.r.l., come delineata dal legislatore, è stata colta soprattutto dai soggetti in cerca di occupazione e dai giovani imprenditori, relativamente agli sgravi e alle agevolazioni che la normativa ha tentato di mettere in evidenza.

Tra i parametri che risultano ad oggi, si segnala anche la dimensione media delle imprese dal punto di vista occupazionale: attualmente, nove imprese su dieci si presentano prive di personale.

Per quanto concerne la capitalizzazione, che costituisce certamente un aspetto caratterizzante delle nuove forme societarie, quelle costituite con solo un euro di capitale sociale corrispondono al 17 % totale, con capitale inferiore ai 500 euro corrispondono al 45 % totale, mentre solo il 19% delle società si è costituita con un capitale  compreso tra i 500 e i 900 euro.

È evidente, dunque, come i numeri sin qui descritti ed evidenziati dai vari rapporti sul punto delle Associazioni dei Notai, sono la chiara dimostrazione di quanto l’eliminazione degli onorari notarili non abbia ottenuto i risultati sperati; fin qui, non è possibile affermare che l’introduzione delle società semplificate abbia contribuito a rilanciare l’economia e l’occupazione.

In questo contesto si è inserito il Decreto Lavoro, pubblicato in G.U., il D.L. 26 giugno 2013, il quale ha abolito il limite di 35 anni di età per la creazione delle cosiddette s.r.l. a un euro. Lo stesso provvedimento è intervenuto anche sul fronte delle start up innovative, di cui di recente di sente parlare molto in ordine al regime di agevolazioni fiscali che le caratterizza.

Nata con lo stesso obiettivo della s.r.l. semplificata, la start up innovativa è una società di capitali o una società cooperativa, con azioni o quote rappresentative del capitale sociale che non sono quotate in mercati regolamentati.

A questo proposito, è di recente pubblicazione il Decreto Ministeriale 31 gennaio 2014, emanato dal Comitato tecnico per il monitoraggio e la valutazione delle politiche a favore dell’ecosistema delle start up innovative.

Questo Comitato è istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione generale per la politica industriale e la competitività.

Esso pare rappresentare una speranza diretta a regolamentare un settore fondamentale per la crescita economica, partendo dalla giovane imprenditoria.

Il Comitato elabora le linee guida progettuali per realizzare un monitoraggio sullo stato di attuazione delle disposizioni a favore della nascita e dello sviluppo delle start up innovative; fornisce un supporto tecnico scientifico per l’elaborazione di rapporti aventi ad oggetto le conseguenze, in termini macroeconomici e microeconomici, della nascita di queste nuove forme societarie.

Hai bisogno di una consulenza legale in diritto del lavoro? Clicca qui e fissa un appuntamento!