Spese di manutenzione dell’immobile


Spese di manutenzione dell’immobile

Separazione dei coniugi ed assegnazione dell’immobile comune: a chi spetta l’onere di sostenere le spese di manutenzione dell’immobile?

Con sentenza n. 2194 del 4 febbraio 2016, la Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata in materia di separazione consensuale dei coniugi e sulle conseguenze economiche da essa derivanti. In particolare, la sentenza in commento affronta la spinosa questione del riparto delle spese relative alla gestione e manutenzione dell’immobile comune oggetto di assegnazione in favore di uno soltanto dei coniugi.

Nel caso sottoposto all’attenzione della Suprema Corte, infatti, la moglie conveniva in giudizio il marito per il pagamento delle spese dalla prima sostenute per il mantenimento dell’immobile da entrambi acquistato in costanza di matrimonio e alla stessa assegnato in sede di separazione consensuale omologata. Il marito, convenuto in giudizio, rifiutava di procedere al pagamento rilevando la mancata inclusione nelle condizioni di separazione omologate dell’obbligo di contribuire alle spese di manutenzione dell’immobile in questione.

La Cassazione, confermando la sentenza pronunciata dal Tribunale di Foggia, ha accolto le ragioni del coniuge assegnatario dell’immobile rilevando come la separazione consensuale dei coniugi e la conseguente assegnazione dell’immobile comune ad uno soltanto degli stessi non esclude l’applicabilità del principio di diritto per cui “incombe su tutti i comproprietari di un bene l’obbligo di contribuire alle spese necessarie per consentire l’utilizzazione dello stesso secondo la sua destinazione” in forza delle norme dettate dal Codice Civile (artt. 1100 e ss c.c.).

Di conseguenza, qualora uno dei comproprietari anticipi le spese necessarie ad evitare il deterioramento del bene comune – nel caso in esame, la moglie – lo stesso avrà diritto ad ottenere il rimborso “pro quota” delle stesse da parte degli altri comproprietari, essendo comune l’interesse a che il bene mantenga la sua utilità. Peraltro, ha evidenziato la Corte, la mancata inclusione di dette spese nelle condizioni di separazione non vale ad escludere detto obbligo, il quale trova la sua giustificazione nel regime di comproprietà dell’immobile.

Dunque, secondo quanto affermato dai giudici di legittimità, non può ritenersi legittimo il rifiuto opposto dal coniuge, non assegnatario dell’immobile comune, di contribuire alle spese relative alla conservazione dello stesso, anche in mancanza di esplicita previsione inserita nelle condizioni di separazione.