Pronunce relative al Tasso d’Interesse


Pronunce relative al Tasso d’Interesse

Si moltiplicano in giurisprudenza le pronunce sulla nullità delle clausole relative al tasso d’interesse, inserite nel contratto di mutuo, per superamento del tasso soglia di usura.

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In applicazione del principio di diritto affermato dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 350/13, infatti, i giudici di merito hanno più volte ritenuto che nel momento in cui il tasso di interesse possa essere superiore al tasso soglia, la clausola perde di ogni validità; per questo motivo ai sensi dell’art. 1815, comma 2 del Codice Civile, nessuna somma deve essere somministrata  a titolo di interessi, anzi il mutuatario può ottenere la restituzione dell’intera cifra pagata a questo titolo.

A suddetta conclusione è giunta la Corte di Appello di Venezia che, con sentenza n. 342/2013, ha riformato la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Belluno nella parte in cui essa non ha ritenuto applicabile il principio di cui all’art. 1815, comma 2 c.c. agli interessi moratori. Ciò in quanto l’art. 1815, comma 2 c.c. esprime un principio giuridico valido per tutte le obbligazioni pecuniarie derivanti dal contratto sottoscritto con l’Istituto di Credito, tra le quali rientra anche quella afferente gli interessi di mora.

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