Omicidio stradale

omicidio stradale

Omicidio stradale: cosa prevede il nuovo art. 589bis del Codice Penale.

Il 25 marzo 2016 è entrata in vigore la legge 23 marzo 2016, n. 41 che ha introdotto nel nostro codice penale l’art. 589 bis disciplinante il reato di omicidio stradale.

La nuova fattispecie di reato prevede severe sanzioni per chiunque, trovandosi alla guida, cagioni la morte di una persona per propria colpa.

Il regime sanzionatorio introdotto dalla legge n. 41/2016 è differenziato a seconda della condotta concretamente tenuta dal soggetto alla guida. In particolare, l’art. 589bis c.p. prevede:

  • la reclusione da 8 a 12 anni in ipotesi di guida in stato di ebbrezza superiore con tasso alcolemico a 1,5 grammi per litro e in caso di assunzione di sostanze stupefacenti e/o psicotrope;
  • la reclusione da 5 a 10 anni in caso di guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico compreso tra 0,8 e 1,5 grammi per litro, eccesso di velocità all’interno di un centro urbano, attraversamento con il semaforo rosso, circolazione contromano, inversione di marcia in prossimità di incroci curve o dossi, sorpasso con linea continua;
  • la reclusione da 2 a 7 anni in ipotesi di violazione di norme del Codice della Strada diverse rispetto a quelle indicate ai punti precedenti.

La norma prevede altresì l’applicabilità della più grave sanzione della reclusione da 8 a 12 in caso di omicidio stradale provocato da conducente di età inferiore a 21 anni che si ponga alla guida di un veicolo in stato di ebbrezza anche qualora il tasso di alcolemia nel sangue risulti compreso tra 0,8 e 1,5 grammi per litro.

L’art. 589 bis c.p. disciplina poi specifiche ipotesi in cui la pena normalmente prevista risulta aumentata in ragione di specifiche circostanze, quali la guidi senza patente o con patente sospesa o revocata, ovvero qualora il veicolo di proprietà del conducente sia sprovvisto di assicurazione obbligatoria.

È altresì prevista una diminuzione della pena – fino a metà – nelle ipotesi in cui, come prevede il comma 7 dell’articolo in esame, l’evento morte non sia esclusiva conseguenza dell’azione o omissione del conducente.

È bene rilevare poi come la legge 23 marzo 2016, n. 41 abbia introdotto – quale ulteriore strumento deterrente – un aggravante di pena per colui che, commesso il fatto di reato, si dia alla fuga. Infatti, il nuovo art. 589 ter c.p. stabilisce espressamente che in caso di fuga del conducente la pena è aumentata da un terzo a due terzi e comunque “non può essere inferiore a cinque anni”.

Alla luce della breve analisi svolta, è evidente come l’intervento legislativo in commento miri a reprimere più severamente quelle condotte che esprimono un livello di disvalore sociale, e gravità, più intenso, il tutto finalizzato a porre un freno al tristemente diffuso fenomeno delle morti sulla strada.

Positivo è stato il commento delle associazioni dei familiari delle vittime di incidenti stradali. Resta ovviamente da vedere fino a che punto tale nuova normativa avrà un impatto positivo in termini concreti.