Mantenimento del figlio maggiorenne

Il Tribunale di Roma, con la sentenza in commento, ha affrontato in maniera approfondita il tema della permanenza in capo al genitore separato o divorziato dell’obbligo di corrispondere lassegno di mantenimento del figlio maggiorenne.

Sul punto il Tribunale, pur partendo dall’assunto per cui il mantenimento obbligatorio non varia fino a quando il genitore non riesce a provare il raggiungimento dell’indipendenza economica da parte del figlio, non venendo automaticamente meno al compimento della maggiore età (da ultimo Cass. 4555/2012), ha ritenuto rilevante, ai fini della decisione in ordine alla sussistenza di suddetto obbligo, la valutazione del comportamento in concreto tenuto dal beneficiario del mantenimento.

In particolare il Tribunale ha rilevato che sussiste in capo al figlio che abbia raggiunto un’età sufficiente per riuscire a trovare un lavoro con una giusta retribuzione e che, quindi, possa renderlo indipendente dal punto di vista economico.

Sicché, se da un lato resta fermo il principio per cui è onere del genitore che agisca per la dichiarazione di cessazione dell’obbligo di mantenimento (o per la sua rideterminazione) dimostrare la raggiunta indipendenza economica del figlio, dall’altro incombe su quest’ultimo “ormai maggiorenne” l’onere di provare un reale impegno per riuscire a fare l’ingresso, finalmente, nell’universo lavorativo.

In mancanza di detta prova, pertanto, l’inerzia del “beneficiario” comporterà il venir meno dell’obbligo di mantenimento a carico del genitore separato o divorziato, non potendo il figlio continuare a godere del cosiddetto mantenimento

In applicazione di detto principio, nel caso in esame il Tribunale di Roma ha dichiarato la cessazione dell’obbligo di mantenimento in capo al genitore divorziato ritenendo ascrivibile all’inerzia della figlia maggiorenne il mancato conseguimento dell’indipendenza economica, “essendo stata l’interessata ampiamente posta nelle concrete condizioni di reperire un’attività lavorativa autonoma ed indipendente”.