Tribunale di Enna: non sono dovuti interessi se la somma tra quelli corrispettivi e quelli moratori supera il tasso soglia


Tribunale di Enna: non sono dovuti interessi se la somma tra quelli corrispettivi e quelli moratori supera il tasso soglia

Con la sentenza n. 25 del 12 gennaio 2015 il Tribunale di Enna, in controtendenza rispetto alla giurisprudenza di merito formatasi sul punto, ha statuito che, per verificare la natura usuraria del tasso applicato in caso di mutuo, occorre sommare agli interessi corrispettivi pattuiti dalle parti anche quelli moratori, che, pur essendo dovuti solo in caso di mancato o ritardato pagamento, sono tuttavia promessi o convenuti al momento della stipula del mutuo fondiario.

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Questo il percorso logico-argomentativo seguito dal Giudice per pervenire ad una declaratoria di nullità parziale di un decreto ingiuntivo notificato da una Banca e opposto da un mutuatario moroso.
Il giudice siciliano muove dal principio desumibile dalla L. 108/1996, nell’interpretazione autentica voluta dal legislatore del 2001, in forza del quale l’usura oggettiva prende forma nel momento in cui gli interessi vengono promessi o convenuti a qualunque titolo.

Nell’analizzare, poi, gli elementi fondamentali ai fini del calcolo del TEG, ovvero tutte quelle remunerazioni che a qualunque titolo incidono sul costo del finanziamento, il magistrato precisa che, al fine di valutare l’eventuale superamento del tasso soglia anti usura, è necessario sommare i tassi convenuti o promessi al momento della stipula del contratto di mutuo fondiario, tanto a titolo di corrispettivo quanto a titolo di mora.

Sulla base di tali premesse, il Tribunale ha ritenuto di applicare l’art. 1815 comma 2 c.c. come riformato dalla L.108/96, concludendo per la nullità parziale del contratto di mutuo nella parte in cui sono convenuti gli interessi risultati usurari, con revoca del decreto opposto, e condanna al pagamento della minor somma rideterminata in ragione della riconosciuta compensazione tra il credito vantato dalla Banca a titolo di quota capitale delle rate scadute, ed il credito vantato dal correntista per la ripetizione degli interessi già corrisposti alla Banca.