Commento a Sentenza, a cura dell’avv.Ilaria Capuzzi

Con ordinanza n. 3561 del 2020 le Sezioni Unite della Cassazione hanno finalmente riconosciuto la giurisdizione italiana a conoscere le controversie  aventi ad oggetto la richiesta di compensazione pecuniaria per il danno causato dal ritardo e dalla cancellazione dei voli operati dalla compagnia Ryanair, conformemente a quanto previsto dalla Convenzione di Montreal.

Ebbene, la vicenda giudiziaria scaturisce a seguito della richiesta di compensazione pecuniaria, avanzata dinanzi il Giudice di Pace di Bella, ai sensi del Regolamento UE 261/2004, (che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di cancellazione del volo, di ritardo prolungato e di negato imbarco), da parte di una coppia italiana, a seguito della cancellazione del volo Barcellona-Napoli operato dalla compagnia Ryanair (d’ora innanzi per brevità anche solo “la Compagnia”).

La Compagnia aerea si è difesa eccependo il difetto di giurisdizione del Giudice italiano.

Nello specifico, la Compagnia sosteneva nelle proprie memorie difensive la Giurisdizione del Giudice irlandese, in luogo dell’adito Giudice italiano, per effetto dell’art. 2.4 del Regolamento Ryanair, sottoscritto dal passeggero con la modalità point and click al momento dell’acquisto online del titolo di viaggio.

Secondo il tenore letterale di tale clausola, invero, “Salvo quanto altrimenti stabilito dalla Convenzione o dalla legge applicabile, il vostro contratto di trasporto con noi, i presenti termini e condizioni di trasporto e il nostro regolamento saranno regolati e interpretati nel rispetto della legge irlandese, e qualunque controversia che dovesse insorgere da o in relazione a questo contratto sarà soggetta alla competenza esclusiva dei tribunali irlandesi”.

Come asserito dalla Compagnia, tale disposizione stabilirebbe in maniera non equivocabile un foro esclusivo convenuto tra le parti in contratto.

Sicché, con Regolamento di Giurisdizione proposto dalla difesa della coppia, questi ultimi, per il tramite del loro procuratore, sostenevano che secondo le norme applicabili al caso di specie non vi potesse essere alcuna valida deroga alla giurisdizione così come individuabile secondo le norme della Convenzione di Montreal.

Secondo la difesa dei ricorrenti, invero, i criteri stabiliti dalla Convenzione di Montreal, applicabile al caso di specie per effetto del recepimento della stessa mediante Regolamento, non sarebbe derogabili, in quanto norma imperativa, ed ogni disposizione contrastante con quanto previsto dall’art. 33 della Convenzione sarebbe affetta da nullità assoluta.

Non è un caso infatti che la stessa norma richiamata da Ryanair (art. 2.4.) per radicare la Giurisdizione presso il Giudice irlandese faccia salve, in verità in maniera un pò generica, le disposizioni prevalenti contenute nella  Convenzione (Salvo quanto altrimenti stabilito dalla Convenzione o dalla legge applicabile”) implicitamente ammettendo la supremazia gerarchica di tale fonte e la impossibilità per le parti di poter concordare deroghe. Né a tal fine, ovvero per derogare alle disposizioni di cui all’art. 33, può essere sufficiente non menzionare espressamente la Convenzione di Montreal, come proditoriamente fatto dalla Compagnia.

La Cassazione invero conferma quanto dedotto dai passeggeri ricorrenti ribadendo quale foro competente a risolvere la controversia quello italiano anziché quello irlandese, in ragione dell’imperatività delle norme contenute nella Convenzione di Montreal a cui le parti non possono derogare.

Ebbene, la Convenzione di Montreal del 1999 è un trattato multilaterale, che si pone come obiettivo di garantire l’uniformità delle norme in materia di trasporto internazionale di passeggeri, bagagli e merci, al quale l’Italia e l’Irlanda hanno aderito entrambe nel 2004 e al quale pertanto la legislazione interna di ciascuno Stato non può derogare.

Alla luce di ciò, giova sottolineare che le condizioni del contratto di trasporto Ryanair devono adeguarsi agli obblighi previsti dall’art 33 della Convenzione, che quale norma imperativa stabilisce tre criteri alternativi per individuare il giudice competente, rimessi alla libera  scelta dell’attore che non possono essere derogati. A ragione di ciò la Convenzione, altresì, prevede all’art. 49 la regola della imperatività e nullità di tutte le clausole contrastanti con la Convenzione contenute nei contratti di trasporto internazionale a cui essa si applica.

A ben vedere, i ricorrenti individuavano correttamente nel Tribunale di Napoli, quale luogo di destinazione del volo, il foro competente a risolvere la controversia, conformemente a quanto previsto da uno dei tre criteri alternativi elencati dall’art. 33 par. 1 della Convenzione di Montreal.

In conclusione, pertanto, si ribadisce come la Suprema Corte conferma definitivamente con l’ordinanza n. 3561 del 2020 la giurisdizione italiana nel giudizio de quo sulla base di quanto previsto dalla Convenzione di Montreal del 1999 che in quanto norma imperativa sovrannazionale non è derogabile dalle parti e rende nulla la clausola 2.4 del contratto di trasporto Ryanair .

Giova sottolineare, infatti, che l’art. 49 della Convenzione di Montreal prevede la regola della imperatività e nullità di tutte le clausole contrastanti con la Convenzione contenute nei contratti di trasporto internazionale a cui essa si applica.