BOND ARGENTINI: L’OBBLIGO INFORMATIVO PER LE BANCHE

Nota a Sentenza n. 1579/2020 della Corte di Appello di Roma

A cura dell’Avv. Fabio D’Addario

Avv. Fabio D’ Addario

Ancora un successo per il nostro Studio in una causa patrocinata dinanzi alla Corte di Appello di Roma, avente per oggetto la nota questione dei bond argentini.

La Sentenza in rassegna si colloca all’interno di quel filone di giudizi promossi avverso gli Istituti bancari che, a partire dagli anni 90, hanno collocato le obbligazioni emesse dal Governo argentino fra i risparmiatori, pubblicizzandole come titoli dal rendimento sicuro e privo di rischi.

Sennonché, a seguito del default del 2001, l’Argentina sospendeva sia il pagamento degli interessi che il rimborso del capitale, così dando impulso all’instaurazione, da parte degli obbligazionisti, di numerosissime cause risarcitorie nei confronti delle Banche italiane, ritenute contrattualmente inadempienti in relazione ai doveri di correttezza, diligenza e di informazione prescritti in materia.

Tra i motivi di doglianza, si imputava all’intermediario finanziario di non aver adeguatamente informato i risparmiatori del rischio connesso all’operazione, e così si tentava di recuperare in sede risarcitoria quanto non era stato più possibile ottenere dalla Repubblica Argentina.

Invero, il rigetto o l’accoglimento delle domande giudiziali sono stati posti in diretta correlazione con l’adempimento o meno dell’obbligo informativo da parte della Banca, sicché gli esiti finali di tali giudizi oscillano tra pronunce di segno opposto.

Nel caso trattato dallo Studio, è emerso che l’obbligo informativo era stato pienamente assolto e ciò ha determinato il rigetto della domanda proposta dal risparmiatore nei due gradi di giudizio di merito.

La Sentenza in commento ribadisce, quindi, il concetto che laddove l’investitore abbia ricevuto l’informazione prescritta circa l’inadeguatezza dell’ordine di acquisto dei bond argentini e, nonostante ciò, abbia impartito l’ordine di acquisto, è escluso che si possa configurare una qualche responsabilità della Banca, sia sotto il profilo precontrattuale che contrattuale.

Illuminante, sul punto, quanto ritenuto dalla Corte di Appello di Roma che, confermando la Sentenza di primo grado, ha così motivato: «Risulta accertato dal Tribunale e non censurato dall’odierno appellante che costui è stato avvisato dalla banca dell’inadeguatezza dell’ordine di acquisto di bond argentini. Del pari non risulta censurato che a ciò sia seguito un ordine scritto dell’investitore di procedervi comunque. (…omissis…) se solo il cliente avesse seguito l’informazione fornitagli in ordine all’inadeguatezza di quella operazione, avrebbe dovuto non dare l’ordine di procedervi» (cfr. Sentenza n. 1579/2020 della Corte di Appello di Roma).

In conclusione, è ormai pacifico che sulla Banca e, più in generale, sull’intermediatore finanziario gravi un obbligo informativo, assolto il quale l’alea dell’operazione non potrà che rimanere nell’ambito del potere di autodeterminazione del risparmiatore se procedere o meno all’acquisto.